lunedì 18 febbraio 2013

giorno 3250

Oggi è stata una giornata di shopping, on line e on piazza. Mi sono alzata abbastanza presto, a quanto pare in genere 7-8 ore mi bastano a recuperare il sonno perso in una notte al lavoro in compagnia dell'effetto Somogyi di una cagna e della gioventù bruciata che frequenta la discoteca accanto, compresi i due della scorsa settimana che litigavano anche questo sabato notte... Ho portato con me Hippy e India perchè mi sentivo in colpa: da giovedì in poi lavoro sempre tanto e non le porto a spasso quanto vorrei. Siamo andate al mercato a Rosignano, dirette da subito al banco del cappellaio matto di fiducia. Volevo un cappello tipo fedora dalla linea country piuttosto che classica anni '50 per le mie passeggiate bucoliche o al mare d'inverno. E l'ho trovato subito! Colore oliva (mi piace,contrasta con il rosso dei miei capelli ed esalta il colore dei miei occhi), 100% feltro di lana, resistente all'acqua.

Il mio nuovo cappello VBE (Very Bucolic Events)
I cappelli sono accessori meravigliosi. E' un peccato che non vadano più di moda e che oramai li usino quasi solo i vecchietti... Vedo spesso cappelli sportivi con la visiera, che secondo me sono la cosa più triste del mondo se non su una tenuta assolutamente sportiva. L'ultima volta che sono stata in Trentino ho notato chegli autoctoni li utilizzano molto,soprattutto quelli tipo tradizionale locale. Un giorno voglio spalare anche io la neve in maglioncino e cappello alpino! Chiusa la parentesi della mia divagazione sui cappelli.
Abbiamo poi fatto un giro perlustrativo per i banchi del mercato alla ricerca di qualcosa di interessante. Ultimamente mi è venuta la fissa per lo stile country inglese, quindi aguzzavo la vista alla ricerca di una giacca in tweed, stivali di pelle marrone e cose così... nulla di che, ma siamo tornate ugualmente felici a casa. Io per il mio cappello e la passeggiata con India e Hippy, e loro per tutti gli odori che hanno sentito a spasso per la piazza.
Ultimamente sono davvero frivola. Sarà una reazione al rigore che mi impongo al lavoro? Nel tempo libero penso a cosa frivole, soprattutto cose frivole che vorrei avere... e così la wish list si allunga, vorrei una giacca di tweed, un giubbino scamosciato, degli stivali di pelle scamosciata, un silk epil nuovo, degli orecchini carini di Swarovski... cose così...

lunedì 11 febbraio 2013

giorno 3243

Da quando siamo tornati dalla montagna qualcosa è cambiato (in bene) fra me e la dolce metà. Ci sembra di essere tornati a 17 anni, quando non vedersi per un giorno sembrava una tortura ed eravamo appiccicosissimi e puci puci. La ragiona di ciò non si è ancora capita. Forse sono cambiati i ritmi, lavoro tanto nel week end e di conseguenza ci vediamo poco.
Giovedì e venerdì ho lavorato tutto il giorno in ambulatorio, così quando ci siamo visti il venerdì sera io ero già uno straccio.
Sabato mattina mi sono alzata presto per andare al corso sul sistema informatico dell'anagrafe canina. Iniziava alle 8.30. Ditemi se questa non è malvagità. Che poi chi l'ha tenuto era veramente penoso: spiegazioni ben poco chiare, fatte da burocrati che vivono fuori dal mondo reale, oltretutto impediti al computer che cercavano invano di fare dimostrazioni pratiche sul funzionamento del sistema.
Sabato pomeriggio sono stata a casa con la dolce metà, lui a studiare, io a cazzeggiare. Alle 20 ho iniziato il turno notturno all'ospedale (lavoro n°2), il mio primo turno notturno in solitaria, per fortuna tranquillo, ma non si può dire che fosse riposante. L'ospedale è accanto ad una discoteca, quindi dalle 23-mezzanotte hanno cominciato con il tunz-tunz-tunz  che faceva vibrare pure i vetri. In aggiunta i ragazzi parcheggiavano davanti all'ospedale, parlavano, urlavano, sgommavano... all'una mi sono alzata per fare una terapia. Alle quattro sono stata svegliata bruscamente da una ragazza che gridava e piangeva proprio davanti alla porta a vetri della stanza dove dormivo: "LASCIAMI! LASCIAMI QUI! ACCOMPAGNA DAVID A CASA E LASCIAMI QUI! NON HO FATTO NIENTE, VATTENE E LASCIAMO QUI". All'inizio mi sono spaventata e stavo per chiamare i carabinieri, poi ho sentito una voce maschile che cercava di rassicurarla e di calmare la pazza isterica. Io a quel punto avrei voluto accendere la luce e dire a voce alta "vai a casa con lui che ha la voce da bravo ragazzo, così ti levi dalle palle che qui si sta cercando di dormire!". In alternativa avrei voluto avere un gatto randagio ricoverato da lanciare in perfetto stile gattara pazza dei Simpson. Domenica mattina come se non bastasse sono andata a casa a prendere i cani e sono andata a controllare una cagna che forse avrebbe partorito mentre la padrona era in esposizione. Così domenica non ero uno straccio, bensì una mummia, cit. la dolce metà (la posizione a braccia conserte era solo un tentativo di disperdere meno calore...casa mia era glaciale!).
...E perchè siamo due appiccicosi oggi pomeriggio abbiamo studiato assieme. cuoric!

E no, se qualcuno lo sta pensando non è il clima di San Valentino che ci sputtana in neuroni.

sabato 9 febbraio 2013

Cronache di (quasi) una settimana sottozero: giorno 6.

Venerdì. Ultimo giorno sugli sci, nonchè ultimo giorno di vacanza, con nostro grande rammarico. Il must-do della settimana bianca in Val di Fassa e dintorni è il SellaRonda, ovvero il giro del gruppo del Sella sulle piste da sci e sugli impianti di risalita. Questo può essere fatto sia in senso orario (giro arancio) che antiorario (giro verde). Noi abbiamo fatto il giro verde.
www.piste-maps.co.uk

Abbiamo rinunciato allo skibus navetta per cercare di risparmiare tempo e per paura del troppo affollamento, dato che era una bella giornata di sole e che molto probabilmente in molti altri avrebbero avuto la nostra stessa idea. Così siamo andati in auto a Canazei e abbiamo lasciato la macchina al parcheggio del Lupo Bianco. Abbiamo preso lo skipass Dolomiti Superski e siamo saliti da Frataces al Belvedere e ancora a Sas Becé. Dalla cima siamo scesi fino a giungere ad Arabba. Siamo saliti fino a Col Burz, discese e impianti, discese e impianti fino a Corvara. Poco dopo mezzogiorno eravamo a Selva Val Gardena. Abbiamo pranzato al ristorante bar Dantercepies, lo stesso dove ci siamo fermati dutante il Sellaronda dello scorso anno. E' un edificio nuovo con un'intera parete a (quadrupli) vetri e che offre un panorama mozzafiato. Quest'anno era anche una bella giornata, quindi panorama splendido. Gli interni sono molto graziosi, in legno chiaro, e le seggiole hanno lo schienale con il foro a forma di cuore!

A Santa Cristina abbiamo fatto la pista Saslong. Non sentendoci molto in forma e non trovando la neve particolarmente bella non ce la siamo sentita di fare la nera e abbiamo così ripiegato sulla variante rossa. La rossa in realtà non era una passeggiata, specie nell'ultimo tratto, molto stretto, ghiacciato e levigato da tutti gli sciatori che c'erano passati prima di noi. La cosa bella è che alla fine si costeggia il Castello S. Cristina, ma lo si gode poco perchè non c'è molto spazio per fermarsi senza rischiare di essere travolti.
Wikipedia

Col senno di poi credo che la nera sarebbe stata per assurdo più facile perchè più larga e meno frequentata.
Intorno alle 15 avevamo finito il giro a Col Rodella ed eravamo di nuovo al parcheggio a Pian de Frataces, dove avevamo lasciato la macchina. La neve non bellissima non ci invitava a fare altre discese. Abbiamo caricato gli sci e gli scarponi in macchina e siamo andati a riportarli al noleggio (sigh!). In albergo abbiamo cominciato a vuotare l'armadio e a fare i bagagli (ancora sigh!). Ci siamo fatti l'ultima doccia tropicale e siamo scesi per l'ultima pantagruelica cena. Quasi quasi non ce la facevo più. L'ultimo giorno il mio stomaco ha sempre una capacità stranamente ridotta. In ogni caso sono riuscita a finire il timballo gratinato di polenta con salsiccia, funghi, speck e formaggio (già qui la vedevo dura...), la tagliata di cavallo con contorno di patate e lo strudel con crema guarnito con panna montata.
La serata si è conclusa con l'abituale partita a machiavelli e chiacchierando. Io e la dolce metà se ne avessimo l'opportunità ci trasferiremmo senza dubbio in Trentino. Altri non la pensavano come noi, sostenendo che c'è troppo freddo, che sentirebbero la mancanza del mare e che alla lunga la montagna verrebbe loro a noia.

...il mattino seguente (sabato) siamo ripartiti verso casa. E così si è conclusa questa settimana sottozero in Val di Fassa.

mercoledì 6 febbraio 2013

Cronache di (quasi) una settimana sottozero: giorno 5.

Il mio giovedì è cominciato con la solita colazione ipercalorica e cioccolatosa: croissant con crema di nocciole e cacao, yogurt bianco, plum cake con gocce di cioccolato, caffè e succo d'arancia. Bella accozzaglia.
Messi gli scarponi e presi gli sci abbiamo attraversato la strada e abbiamo aspettato brevemente lo skibus navetta alla fermata. Lo skibus ci ha portati dal centro di Pozza di Fassa all'impianto di risalita del Buffaure. L'intenzione era quella di ripetere il giro del giorno precedente, ma in senso inverso. Siamo saliti in cima al Buffaure e siamo scesi dalla parte del Ciampac. Quel giorno le piste erano davvero belle, poco affollate e sembravano appena battute.
Per raggiungere Alba dal Ciampac ci sono due possibilità:
1) la cabinovia
2)la pista nera
http://www.ski4people.it


Viste le mie scarse doti di sciatrice (è il terzo anno che scio, ma non avendo mai preso lezioni di sci con il maestro ho uno stile abbastanza sgraziato da cane che affoga) mi sono riservata la possibilità della prima opzione. Poi sono arrivata in cima alla pista nera, ho guardato di sotto con fare un po' intimidito e vedendo che sembrava nelle mie possibilità mi sono decisa per fare la prima pista nera della mia vita. Beh, ne è valsa davvero la pena. La pista è sufficientemente ampia, con numerose curve in contropendenza. La neve poi era perfetta, mi sono divertita senza avere troppa ansia di schivare i montini di neve e ruzzolare oer i successivi dieci metri. A dire il vero non sono caduta e sono felicemente giunta a fine pista sulle mie ginocchia e con tutti i miei legamenti a posto! EPIC WIN! Volevamo quasi rifarla ma con noi c'era una che, per l'appunto, qualche anno fa si è rotta il crociato anteriore e quel giorno sciava per sfizio e non voleva caricare troppo. Così ad Alba ci siamo messi gli sci in spalla e abbiamo preso l'autobus per Canazei, da lì l'impianto di risalita per Pecol e abbiamo passato il resto della giornata a sciare sul Belvedere e Col Rodella. Ho osato anche fare la pista nera di Col Rodella (che in mappa è segnata come rossa). In effetti il cartello sulla pista la segnala come nera, ma non mi sembrava particolarmente difficile, anzi mi è parsa noiosa. La variante rossa mi ha divertita di più.
Abbiamo pranzato in uno dei miei posti preferiti: al Lupo Bianco, hotel con servizio di ristorante self-service e bar.
Penso che sei fossi milionaria passerei lì la settimana bianca. Invece sono una veterinaria un po' squattrinata e mi limito a mangiarci il panino di segale con lo speck e la fontina (buonissimo! anche se preconfezionato). Gli interni del ristorante-bar sono meravigliosi, decorati con legno chiaro, con molte stufe di ceramica ed i soliti animaletti imbalsamati.
Dopo qualche foto e qualche discesa a Col Rodella ci siamo avviati verso la base secondo il solito percorso Col Rodella-Belvedere-Pecol-Canazei-Alba-Ciampac-Buffaure.
Al Buffaure le piste erano ancora molto belle, così abbiamo fatto quella di rientro alcune volte finchè non hanno chiuso gli impianti. Divertimento fino all'ultima seggiovia! Dopodichè ce ne siamo tornati soddisfatti (e affamati) in albergo. Abbiamo fatto merenda con le tortillas e la cioccolata prima di farci la doccia. Perchè la doccia non mi soddisfa se non a stomaco pieno. Cretina me.
Per cena ho mangiato dei buonissimi ravioli panna e prosciutto, un galletto amburghese arrosto ed il budino (amo dire "budiiiiiiiino" muovendo il piatto in modo da far vibrare suddetto budino) al cioccolato. Il biotecnologo ha preso la torta Sacher. Io ne ho assaggiato un angolino giusto per provare ed era molto buona, nonostante io non ami questa torta per l'accostamento cioccolato e marmellata, e poi la trovo inverosimilmente dolce anche per i miei gusti.

lunedì 28 gennaio 2013

Cronache di (quasi) una settimana sottozero:giorno 4.

Il mercoledì abbiamo deciso che con o senza neve avremmo sciato. Per fortuna non c'erano più state sostanziali nevicate e il cielo era sereno e limpido.
Io ho fatto la mia solita colazione light a base di cioccolato.
Pronti e armati di sci abbiamo preso lo skibus per Campitello. L'autobus era tanto pieno che non c'era bisogno di reggersi. Credo fossimo prossimi alla massa critica e all'apertura di un buco nero. Ad ogni curva si alzava un "OOOOOOOHHHHHHHHHH!!!!" generale. Direi che tutto sommato sia stata un'esperienza divertente. Probabilmente si sono divertiti meno gli sciatori delle fermate successive che non sono potuti salire a bordo.
La navetta ha fatto fermata alla funivia che porta a Col Rodella. Abbiamo preso gli skipass e ci siamo messi in fondo alla chilometrica fila, che tra l'altro era ancora all'ombra e costeggiava un piccolo corso d'acqua e stavamo lentamente morendo assiderati. Mi si è riattivata la circolazione sanguigna delle estremità solo alla fine del tragitto in la funivia. Da Col Rodella siamo scesi fino a Pian Frataces/Lupo Bianco. Lì abbiamo preso gli ovetti e poi la seggiovia fino alla sommità del Belvedere e infine siamo scesi per la pista che termina al Passo Pordoi.
http://skimaps.skiforum.it/skimaps


Abbiamo ripetuto qualche volta la discesa e poi ci siamo fermati a mangiare con gli amici non sciatori allo snack bar "Giusy". Mamma Cristina aveva quasi finito la sua passeggiata sulla vetta del Pordoi e aveva già mangiato, altrimenti credo che avrei accettato di buon grado la scarpinata fino alla cabina che porta sul Pordoi (é valido anche lo skipass Val di Fassa per salirci) per raggiungerla, mangiare con lei e ammirare il panorama meraviglioso che la terrazza offre. Evviva evviva la fantasia abbiamo preso il solito, ovvio, banale e scontato panino speck e fontina, che lì costava 4,50 euro, uno in più rispetto al rifugio Buffaure pur essendo delle stesse dimensioni. Il pane era molto sbriciolone, e quando abbiamo visto passare uno del bar con la sacchettata di panini congelati abbiamo capito il motivo...
Dopo il pranzo ci siamo concessi alla stampa per qualche scatto.



Nel pomeriggio abbiamo sciato ancora un poco sulle piste del Belvedere, poi siamo scesi fino alla cabina che porta da Pecol a Canazei. A Canazei abbiamo preso uno skibus per Alba e siamo scesi alla fermata davanti alla funivia del Ciampac. Dal Ciampac abbiamo scollinato e siamo andati al comprensorio del Buffaure, meno frequentato e decisamente con meno competizione per gli skibus che ci riportassero all'albergo.
http://www.ski4people.it


Il cielo sereno rendeva l'aria freddina e frizzante. Le piste erano spettacolari, pur essendo pomeriggio sembravano nelle condizioni della mattina. I mie scarponi Lowa mi calzavano alla perfezione, anche la dolce metà si trovava benissimo coni nuovi scarponi. Quel giorno ci siamo divertiti davvero tanto e abbiamo sciato fino alle 16.
Non ci siamo trattenuti oltre perchè eravamo d'accordo per trovarci con mamma Cristina in albergo per andare a fare una passeggiata a Moena.
Nel 2011 io, mamma Cristina e Silvana siamo capitate casualmente a Moena il mercoledì pomeriggio e abbiamo scoperto che nel giardino d'inverno di via Loewy vendevano vin brulé e dolci tipici. Ci siamo tornati apposta nel 2012. Quest'anno prima di partire avevo cercato notizie dell'evento ma non avevo trovato nulla, sicché eravamo tutti alquanto scettici. Insperabilmente invece anche nel 2013 è stato rinnovato l'evento, con mia somma gioia! Il vin brulé c'era sempre, però l'assortimento di dolcetti sembrava più ristretto. Abbiamo passeggiato per il paese con i nostri bicchierini di vino caldo e speziato in mano. Moena è un posto incantevole, si respira sempre aria di Natale, con tutti quegli addobbi e quelle lucine. Oserei quasi scrivere che è più bella di Canazei.




Dopo la passeggiata siamo tornati in albergo e ci siamo fatti una bella doccia calda (Alleluja alleluja!).
Mercoledì sera la cena non era a scelta, bensì lo chef aveva preparato la cena ladina per tutti: antipasto di carne salata affettata su un letto di cavolo verza con semi di finocchio e di cavolo rosso, o almeno ciò mi sembravano; orzotto ai funghi con scaglie di ricotta salata; canederli allo speck (sbaaaaaaaaavvvv!!!!); bocconcini di capriolo con polenta taragna; kaiserschmarren (piccoli dolcetti dal sapore simile alle crépes) con marmellata ai frutti di bosco e gelato alla vaniglia servito in coppette caramellate guarnite con ribes.

Vi prego, riportatemi là!

domenica 27 gennaio 2013

Cronache di (quasi) una settimana sottozero: giorno 3.

Martedì. Appena ho aperto la seconda finestra ho sentito il rumore delle ruspe e degli operai che spalavano la neve. E il mondo in effetti appariva così:



Colazione con pane,crema di nocciole, cioccocaffèlatte (bevanda non meglio identificata), una fetta di plum cake e yogurt bianco. Siamo tornati al noleggio per ritirare gli sci, anche se eravamo sempre in dubbio se sciare o meno, con 30 cm di neve fresca e con il ricordo della bruttissima neve del giorno precedente. Sia la commessa del negozio che il personale dell'albergo sostenevano che era molto improbabile che avessero battuto le piste anche la mattina, dopo l'abbondante nevicata notturna. Inoltre il cielo era abbastanza nuvoloso, con il rischio di una nuova nevicata.
La decisione finale è stata andare a zonzo con i genitori della dolce metà, direzione San Vigilio di Marebbe passando dal Passo Pordoi.
San Vigilio è un paese molto grazioso e anche abbastanza grandicello, con una chiesa con annesso cimitero in vecchio stile, molti alberghi e molti negozi. Siamo stati fortunati perchè, a differenza che in Val di Fassa, a San Vigilio splendeva il sole ed era uno spettacolo impagabile con il paesaggio innevato.




Abbiamo giocato per un po' nello spazio innevato dietro all'esposizione di sculture di ghiaccio, dove giocavano anche i bambini con gli slittini.





Poi abbiamo passeggiato per il paese e ci siamo infilati in un supermercato per prendere qualcosa per pranzo: panino con semi vari farcito con speck, come in ogni settimana dello speck che si rispetti! Da bere birra.
Abbiamo pranzato sulla riva del lago di Creta.




Tra il lago ed il paese c'è un piccolo maneggio con cavalli molto socievoli e ci siamo fermati qualche minuto ad accarezzarli.




Per tornare alla Val di Fassa mamma Cristina pensava di passare dal Passo Val Gardena, che però era chiuso già da qualche giorno per una slavina. Quindi abbiamo rifatto la stessa strada dell'andata, giungendo a Pozza di Fassa verso le 16 e trovandoci lo stesso cielo nuvoloso del mattino. Prima di cena ci siamo concessi un brevissimo giro ispettivo per i negozi di Pozza. Avrei preso volentieri una tazza mug motivational con una simpatica volpe stampata ma sono conscia del mio shopping ossessivo per le tazze mug.

Per cena io ho mangiato degli squisiti spaetzle con lo speck, del vitello tonnato e una coppetta di tiramisu. Perfetto come sempre.
La sera nessuno era in vena di uscire, quindi siamo rimasti in albergo, chi a guardare la tv, chi appiccicato al pc (wi-fi gratuito nella zona comune) e chi, come me e la dolce metà, a giocare a machiavelli a carte.

Cronache di (quasi) una settimana sottozero: giorno 2.

Lunedì sveglia alle 7.45. Trucco, parrucco, vestimento da sci e giù di corsa a fare colazione! Colazione (a buffet). Già. Il mio pasto preferito della giornata, anche se in montagna dubito che sia quello... nel senso colazione squisita ma anche la cena mi faceva sognare! Mi sono tenuta leggera e ho preso solo un croissant da cospargere di crema alla nocciola, una cioccolata calda, un succo d'arancia e una fetta di plum cake casalingo con le gocce di cioccolato.
Abbiamo raggiunto gli impianti del Buffaure con il servizio navetta skibus gratuito (la fermata è a circa 50m dall'albergo), e in effetti è molto più comodo dell'auto perchè non c'è lo stress del cercare parcheggio, cambiarsi gli scarponi e fare la scarpinata fino all'impianto.

Al Buffaure la mattina la neve era davvero molto bella. La neve fresca era davvero poca e si sciava bene. Parte del gruppo ha proposto di andare a sciare al Ciampac, così abbiamo scollinato. Al Ciampac invece la neve era già pessima e ammucchiata. Siamo allora tornati al Buffaure ma nel frattempo molta gente aveva percorso le piste, e quindi la neve si presentava ammucchiata anche qui. In più le temperature erano prossime allo zero e la neve teneva poco.
Come d'abitudine abbiamo pranzato al Rifugio Buffaure, molto carino e caratteristico, tutto in legno. E' possibile prendere un primo o dei dolci, ma noi come d'abitudine abbiamo mangiato il sacro panino allo speck (3,50 euro).
Gli scorsi anni a volte si trovava il mitico cane san bernardo a giro, ma quest'anno era legato e non gli ho potuto fare le feste.
2011
Appena ripresi gli sci dopo pranzo la dolce metà si è accorta che un attacco degli sci noleggiati non si bloccava e scorreva. E' riuscito provvisoriamente a richiuderlo e a proseguire le discese nel pomeriggio, anche se la neve era sfatta e ammontinata più che mai. I miei scarponi si sono anche rivelati più larghi di quanto pensassi, quindi non rispondevano per niente e gli sci avevano vita propria. Anche gli scarponi della dolce metà erano un po' larghi. Evidentemente essendo del noleggio l'imbottitura non èpiù molto elastica e cede facilmente. In definitiva non ci siamo goduti più di tanto la giornata di sci.

Nel tardo pomeriggio, prima di tornare all'albergo, siamo quindi tornati al noleggio per cambiare gli sci della dolce metà e gli scarponi miei e suoi. Il giorno prima il commesso non ci aveva considerati molto e sinceramente non mi aveva soddisfatta. Questa volta invece abbiamo trovato un commesso giovane e molto molto molto preparato. Ha fatto provare alla dolce metà molti scarponi di diversa vestibilità. A me è bastato provare il modello che presi lo scorso anno, ma mezza misura più piccoli (Lowa 270 mm). Per gli sci è rimasto basito perchè non aveva mai visto niente del genere. In negozio non c'erano più sci di quel livello e di quelle dimensioni, quindi ci ha proposto di tornare la mattina seguente per ritirare gli sci con gli attacchi aggiustati o sostituiti o eventualmente un uguale paio di sci presi dal loro negozio di Pera di Fassa. In definitiva io sono rimasta molto soddisfatta del servizio.

Siamo tornati in albergo, abbiamo sistemato gli scarponi, ci siamo fatti una bella doccia e siamo scesi a cena.
Io ho preso delle girelle di pasta all'uovo condite con del tonno, saltimbocca alla romana e per dolce una crostata con la crema e i frutti di bosco (Libidine.....!).

Dopo cena la compagnia dell'anello è uscita a fare una passeggiata, diretta verso lo Stadio Aloch, dove era in programma un'esibizione di freestyle e la discesa dei maestri di sci della scuola Vajolet con le fiaccole.





C'era anche un gazebo degli alpini che vendevano té o vin brulé. L'irrinunciabile vin brulé! Un bicchiere, grazie!
All'inizio nevischiava, poi però i fiocchi si sono fatti più grossi e più fitti. Molto più fitti. Spaventosamente più fitti. Diciamo che poche volte ho visto una nevicata del genere, pur venendo dalle lande desolate del bresciano.


Cronache di (quasi) una settimana sottozero: giorno 1.

Partenza domenica mattina alle 8, con la pioggia. Da Ala-Avio abbiamo trovato neve,che ci ha costretti a viaggiare a rilento ma che ci ha regalato un paesaggio meraviglioso.




Siamo arrivati all' albergo "Aida" a Pozza di Fassa per le 16 circa. Eravamo già stati qui due anni fa e ci eravamo trovati davvero molto bene. L'albergo si trova in centro al piccolo paese, accanto al comune, alla posta ed è relativamente poco distante dall'impianto del Buffaure. Quest'anno ci è toccata la stanza 304, al terzo piano senza ascensore (siamo ggggiovani!). La stanza è quasi una mansarda, foderata di legno, con le doppie finestre e la moquette. Molto piccola ma abbastanza accogliente.





Il panorama dalla piccola e unica finestra sfortunatamente non era molto generoso. 

Dopo aver rapidamente disfato i bagagli siamo andati a noleggiare gli sci e gli scarponi da Sportstar, che è convenzionato con decathlon e prenotando in anticipo si possono ottenere dei buoni sconti. Mi hanno dato (mi fido ciecamente, ci capisco davvero poco di sci) un paio di Blizzard race GTR e degli scarponi nordica, mi pare. Abbiamo quindi portato gli sci al deposito dell'albergo e messo gli scarponi alla rastrelliera riscaldata per poi andare a fare una passeggiata per il paese. Pozza di Fassa era bella quanto la ricordavo: innevata e illuminata da tantissime luci. Nevicava, il che la rendeva ancor più bella. 


Tornando in albergo abbiamo fatto tappa al piccolo supermercato in via Meida per prendere qualcosa con cui fare merenda: aranciata, tortillas (non molto montane, lo so...), una lattina di birra (speravamo di poterla mettere in fresco nella neve sul tetto) e, ovviamente, una tavoletta di cioccolato fondente e una di cioccolato bianco con le nocciole.
All'albergo solitamente per cena ci sono antipasti a buffet abase di vedure, piccole pizzette, avanzi rielaborati ecc. In seguito si sceglie tra tre opzioni di primi, tre di secondi e diversi dolci. I piatti sono sempre abbastanza elaborati e molto curati anche nella presentazione. Io ho preso delle lasagne alla bolognese, per secondo dello speck con kiwi (dichiaravo aperta la settimana dello speck, anche se l'accostamento era decisamente azzardato) e per dolce dei profiteroles.

sabato 19 gennaio 2013

giorno 3220

[silenzio]
"ma perchè quando scio sembra che io stia cagando?!"
(Le perle di saggezza. Lifa 2012)

Non credevo che questo sabato sarebbe mai arrivato. Finalmente! Domattina partenza, direzione Val di Fassa! Non vedo l'ora di paesaggi innevati, clima natalizio e sciate! Le webcam prospettano una buona situazione neve. Il tempo dei prossimi giorni resta un'incognita, il meteo cambia spesso. Inizialmente dava moderate nevicate per domani e lunedì, adesso dà poca neve e neve con pioggia per lunedì. Mah!
I miei bagagli sono quasi pronti, mancano solo i piccoli dettagli come il deodorante, lo shampoo e il balsamo. Alla fine ho riempito il Transalp 75 L ed il trolley Segue da 33 L, per scoprire infine che la dolce metà è riuscita a far stare tutto nel suo Transalp! Ecco, farò la figura di quella che si porta dietro mezza casa! T_T
Ho abbondato soprattutto con gli abiti per la sera in albergo (n=2): il tubino nero di pizzo di Zara e il vestito blu di Zalando che è arrivato giusto ieri.



Questa volta la consegna è stata molto più rapida di quando ho preso gli stivali (poco meno di una settimana dall'ordine alla ricezione del pacco a casa). Zalando mi piace molto per gli acquisti. Ha molti prodotti di varie marche e anche un buon motore di ricerca per taglie, produttore, colore e fascia di prezzo. Ma soprattutto ha una tipologia di prodotti molto varia, i vestiti e le gonne adatti a diverse forme del corpo, vestiti e accessori eleganti o più casual.

Preparando lo zaino per sfizio ho provato i pantaloni da sci. Ultimamente ho perso due chiletti e quindi ci sguazzo dentro e sembro una rapper! Riporrò le mie speranze nei canederli, nei panini allo speck e nel cioccolato. Bello sfondarsi di schifezze senza sensi di colpa.
Questo è il terzo anno che si va a sciare. Quando si creano queste ripetizioni vien da pensare a come si cambia nel corso degli anni. La prima volta ero all'ultimo anno di università, ed ero decisamente spensierata. Il secondo anno ero prossima a laurearmi, con l'ansia degli ultimissimi esami, della stesura della tesi, dei tirocini, delle scadenze e delle incombenze burocratiche. Tanto che mi ero portata addirittura da studiare! Quest'anno sono laureata, ho un lavoro e quasi quasi mi vesto in maniera decente. Inoltre sembra che il mio sangue vichingo si sia risvegliato rendendomi stranamente sprezzante del freddo.

lunedì 14 gennaio 2013

giorno 3215

"Ciao a tutti, mi chiamo Lifa e sono un'osservatrice ossessivo-compulsiva delle previsioni e della situazione meteo di Canazei"
"Ciaaaaaaao, Lifa!"
http://www.dolomitiwebcam.com/canazei-centro/mega.jpg

Stamattina mi sono alzata alle 8 e venti e sono andata vanamente all'aspirante lavoro n°1. Non c'era un cane. E mi girano le ovaie parecchio dato che ho passato una nottataccia insonne. Comincio già a non stare più nella pelle, e il mio cervello sembra già in vacanza. Voglia di fare un cazzo. Oggi non si capisce perchè è una bella giornata. Poco male. Ne ho approfittato per far prendere aria alle cose da portarmi, lavate lo scorso anno e non considerate fino ad ora. Ho anche fatto fare un giro in lavatrice al borsone Kappa. Sull'etichetta c'era scritto "NON LAVARE" a caratteri cubitali. Challenge accepted! Per quest'anno il biotecnologo pensava di rinunciare al Transalp 75L, che sulle mie spalle da fanciulla alta quanto un esofago di cavallo suscita sempre una certa ilarità. Io ci devo ancora pensare. In realtà finirà che deciderò sabato al momento di mettere tutto in valigia. L'obbiettivo era quello di scialare sul bagaglio come se non ci fosse un domani, ma non credo di avere molto spazio tra il trolley cabin size (33L) e il borsone kappa tipo palestra.