lunedì 17 marzo 2014

Giorno 3642

Ok, giunti a marzo ho rinunciato alle cronache di una settimana sottozero. Peggio per voi, non saprete mai come si chiama il rifugio con le spogliarelliste che ballano seminude a 2000m. ahahahahahahah!

Ultimamente passo poco tempo a casa e ne dedico ancor meno al blog. Sento la primavera nell'aria, ho voglia di stare fuori, mi nutro di asparagi che raccolgo come se non ci fosse un domani. Ho comprato una pianta di geranio, il basilico e a breve seminerò l'aneto.


Una volta alla settimana porto Hippy ad allenarsi con le pecore.

Non temiamo nulla. Sole, nuvole, pioggia. Noi siamo lì.

Lei felice quanto ricoperta di fango, io bucolica nei miei vestiti lanosi di Taglio Avion, con il mio Fedora verde oliva con le piume decorative comprate a Moena e soprattutto con i miei stivali nuovi nuovi Le Chameau. Neri. Presi su Amazon. Figata pazzesca.

Mai avuti stivali così. Essere ricoperti di fango non é mai stato così classy. Grazie al cielo non ho preso gli Hunters. Gli stivali a cui sono abituata sono di materiale rigido, quelli Le Chameau sono di gomma morbida morbidissima, aderisce al polpaccio, é anche un po' elastica. E poi la suola é ampia, stabile anche nel frutteto dopo che c'è passato mio papà con l'aratro o dopo che i cinghiali ci hanno fatto le buche assassine rufolando alla ricerca di tuberi.

Infine sto andando a correre con regolarità. Lunedì ho corso gli 8 km migliorando di 3 minuti il mio tempo del 2011 (....e chi invecchia qui?!) e oggi per la prima volta nella mia vita sono andata oltre gli 8 km.

Io.

Hippy la border collie ad energia nucleare.

La strada in mezzo al bosco di lecci e cipressi.

La discesa all'andata, la salita al ritorno.

Io che arrivo alla fine e penso “adesso svengo. no. Adesso vomito. no. Adesso svengo e vomito nello stesso momento”.

Anche se il mio lavoro mi sta dando zero gratificazioni sono felice. Mantengo alte le endorfine e lontani i cattivi pensieri. Correre, restare equilibrati e sereni.


lunedì 20 gennaio 2014

Cronache di una settimana (quasi) sottozero: giorno 3.

Ho iniziato la giornata con una colazione degna di fogna: croissant, plum cake con gocce di cioccolato, nutellina, yogurt (quello buono, denso, che fa "SPLAT!" quando capovolgi il cucchiaio), succo d'arancia e caffé.

Il bioteconologo aveva il ginocchio che ginocchiava poco, così siamo andati in macchina a Pian Frataces a Canazei, almeno si evitava un po' di discese. Il parcheggio era incredibilmente sgombro, c'erano pochissime auto posteggiate e abbiamo trovato posto proprio di fronte alla cassa dei pass.
Abbiamo fatto lo skipass Fassa, 39 € che erano 37€ lo scorso anno.

Abbiamo fatto un paio di discese nelle piste di Col Rodella, poi siamo andati al Belvedere per ricongiungerci con il resto della compagnia, che invece era arrivata a Canazei passando dal Buffaure e dal Ciampac.
Il cielo nuvoloso ad un certo punto si é aperto ed é uscito un po' di sole. Spettacolo.


 Abbiamo pranzato al bar/ristorante del Lupo Bianco con l'affezionatissimo panino di farina grezza con speck e fontina. Quest'anno ho sfruttato la connessione free wi-fi del Lupo Bianco. Non ricordo se c'era anche lo scorso anno. Comunque a seconda del tavolo a cui ci si siede non c'è moltissimo segnale, e comunque, cosa stranissima, da cellulare potevo andare solo su Facebook, niente Twitter ne' Istagram.
Parzialmente social, direi

Dopo pranzo il cielo si era richiuso ed é scesa la nebbia. Abbiamo fatto altre due discesine sminchie, poi ci siamo avviati verso l'albergo: dal Belvedere siamo scesi fino nel centro di Canazei seguendo la pista del bosco, al termine della quale ci si mettono gli sci in spalla e si scarpina verso la fermata skibus di fronte alla stazione degli ovetti per Col Rodella. In alternativa dal Belvedere si  può raggiungere Canazei con gli ovetti evitando la passeggiata con gli scarponi da sci. Secondo me almeno una volta va provata la pista del bosco. Tecnicamente non é niente di eccezionale, ma adoro le piste circondate da alberi e questa sbuca in un angolo pittoresco di Canazei. Da Canazei abbiamo preso lo skibus diretto a Penia e siamo scesi ad Alba, dove parte la cabinovia del Ciampac. All'arrivo della cabina ci siamo rimessi gli sci e subito sulla sinistra abbiamo preso la seggiovia 132 per Sella Brunech, siamo scesi fino a Val Giumela seguendo la pista 12 (si pelava di freddo, nevicava, c'era la nebbia e si vedeva a stento la pista) e quindi siamo risaliti con un'altra seggiovia, la 207, su Col de Valvacin, sulla sommità della skiarea del Buffaure, da cui si scende e si arriva a Pozza di Fassa.

modificata da http://www.visittrentino.it
In albergo mi sono rifocillata a forza di troiai (fogna...) e mi sono fatta una bellissima doccia fotonica caldissima (sì, scorre sangue di drago nelle mie vene e se faccio i test di facebook risulta che in Game of Thrones sarei Daenerys).
Prima di cena io ed il biotecnologo siamo andati rapidamente al noleggio sci perché uno dei miei attacchi si chiudeva con estrema difficoltà e poi in farmacia. Siamo rientrati in albergo giusto giusto per la cena (crespelle con zucca e funghi, gulash con riso pilaf, crema catalana...yummi!).

La sera siamo andati tutti assieme allegramente allo stadium Aloch a vedere lo spettacolo di free style, intermezzato quest'anno da dimostrazioni di atterraggio perfetto con parapendio senza mietere vittime tra il pubblico e senza restare appesi ai cavi della seggiovia. Appuntamento immancabile: il vin Brulé degli alpini, una delle pagine più felici della storia del mio alcolismo.


domenica 19 gennaio 2014

Cronache di una settimana (quasi) sottozero: giorno 2

Sveglia di buon'ora (rispetto allo standard da vacanza) alle 7.40, super colazione con croissant, plum cake con gocce di cioccolata, nutella, cioccolata calda e aranciata. Gli scorsi anni c'erano anche affettati ma ripeto, quest'anno c'era un'offerta e magari era per quello che i servizi erano un po' ridotti.
Il personale dell'albergo ci ha informati sul fatto che quest'anno lo Skibus, il servizio navetta, é a pagamento,a differenza dello scorso anno: 3 euro il biglietto per uno o due giorni, 6 euro quello da 3 a 7 giorni. Il biglietto noi l'abbiamo acquistato in albergo. E' valido per tutte le tratte da Passo San Pellegrino a Penia passando da Moena, Soraga, Vigo, Pozza, Pera, Mazzin, Campitello, Canazei e Alba. Non cercate di fare i soliti italiani perché i controllori ci sono, e fanno il loro lavoro. Un servizio del genere é una figata, pensate a tutto il traffico di auto che evita, e poi non si perde tempo a caricare sci e scarponi in macchina, cercare parcheggio, scaricare la macchina, ripulire la macchina da tutto il troiaio che portano gli sci.

Durante la notte di sabato era nevicato un po', il tempo comunque non prometteva bene, quindi abbiamo speso il primo giorno sugli sci nella skiarea del Buffaure (skipass giornaliero area Ciampac e Buffaure 35 €, gli scorsi anni mi pare ci fosse solo lo skipass val di Fassa o il Superski). In quota nevicava, a fine pista pioveva, le seggiovie si fermavano ogni 5 minuti e restavamo appesi come salami esposti alle intemperie. Abbiamo pranzato al Rifugio Buffaure, con mia grande delusione perché non c'era più il San Bernardo!


Nel pomeriggio abbiamo sciato poco, molto poco, dato che eravamo bagnati come pulcini e la mia foxy-cuffietta da sci (perché il biotecnologo mi ha tassativamente vietato di usarla al di fuori delle piste da sci) si strizzava da quant'era zuppa.
Quest'anno ho cambiato la mia tenuta da sci:  i pantaloni da sci decathlon superbasic te-li-tiro-dietro li ho infilati nel transalp giusto come piano b in caso di superfreddo perché hanno zero traspirabilità e ci sudo come un'anguilla. Dopo la settimana bianca dello scorso anno ero andata fiduciosa da decathlon per comprare un paio di midslide slim ma, the horror!, erano miseramente esauriti. In compenso ho visto che c'erano un paio di pantaloni da scialpinismo da donna della Simond che esteticamente assomigliavano vagamente ai midslide: non imbottiti (se no paio davvero l'omino michelin), con zip  laterali per la ventilazione (inutili se li usate come pantaloni da sci alpino), con tasche laterali abbastanza capienti da poterci tenere il cellulefono e con ghette e bretelle staccabili. Il biotecnologo ne ha preso un paio uguale ma da uomo. Lui ci ha sentito un po' freddo, io ci sono stata benissimo. Sono impermeabili e traspirantissimi. L'unico difetto é che sono un po' stretti alla caviglia e quindi con alcuni scarponi da sci non si riescono a chiudere le zip.


La giacca da sci di decathlon dopo molti anni di onorato servizio é stata messa in pensione (declassata a giacca da tutti i giorni). Mi sono regalata una giacca Ast (la Colmar de noantri che ci fa moderatamente fighe sulle piste da sci anche se non ci trombiamo il milionario di turno a Dubai) D19F blu con insertini neri.  E' la giacca più bella che io abbia mai avuto. E' abbastanza avvitata, ha la tasca alla manica sinistra per lo skipass, la gonnella antineve interna, la tasca portacellulefono con l'uscita per gli auricolari, un'altra tasca intena con l'hop-hop-gadget-pannetto-pulisci-mascherina e il cappuccio ha il bordino di pelo (sì, mi vesto di cadaveri e più scassate la minchia più io mi compro cadaveri). Nonostante la neve e la pioggia sono rimasta asciuttissima, santa santissima impermeabilità delle cose nuove!

Sono rimasta abbastanza soddisfatta della mia forma fisica. Almeno un mese prima della partenza al cambio scheda in palestra ho chiesto che mi organizzassero una sorta di preparazione pre-sciistica. Al di là degli esercizi per quadricipiti femorali, interno ed esterno coscia quello che credo abbia fatto tantissimo la differenza sono stati gli squat sulla pedana oscillante: a forza di ripetere e ripetere l'esercizio migliora moltissimo l'equilibrio e la coordinazione e si impara a restare "morbidi ma tonici" sulle piste più sconnesse. Figata pazzesca!

sabato 18 gennaio 2014

Cronache di una settimana (quasi) sottozero: giorno 1

Partenza ore 8, in perfetto orario. E' piovuto dall'inizio alla fine del viaggio, con grande disappunto soprattutto alla fine del viaggio: mai trovati 4-5°C a Pozza di Fassa a gennaio in 4 anni!
Per il terzo anno abbiamo scelto l'albergo Aida di Pozza di Fassa, un due stelle carinissimo e con un ottimo rapporto qualità/prezzo. L'abbiamo trovato cambiato: la facciata ed i muri esterni sono stati ridipinti ed é stata construita una tettoia al piano terra nello spazio antistante all'ingresso.
Quest'anno io ed il biotecnologo abbiamo preso una camera comfort, vale a dire una di quelle da poco rinnovate.
Non aspettatevi camere particolarmente spaziose, ma gli spazi sono funzionali. Nell'armadio c'è una piccola cassaforte a combinazione, comoda più che altro perché così si evita di lasciare in giro per la camera oggetti preziosi.
Il pavimento é in laminato, il bagno é fotonico, la doccia fantastica e ampia (ci si sta comodamente in due :D), ci ho messo 10 minuti buoni il primo giorno a capire come si apriva l'acqua e come si regolava la temperatura! Il letto é dotato di due piumini singoli abbastanza leggeri. A me la soluzione "piumini singoli" non é piaciuta, il bioteconologo invece l'ha adorata perché secondo lui risolve le guerre di piumino che si ruba a vicenda o che tiene troppo caldo o troppo freddo a qualcuno dei due.

Una volta sistemati nelle nostre camere siamo andati allo Sport Star di Pozza di Fassa per noleggiare scarponi e sci. E' convenzionato sia con skimium che con alcuni alberghi, tra cui l'Aida. Io ho preso gli scarponi Lowa dello scorso anno e un paio di sci K2 (in quanto capra delle nevi non noto differenze tra sci e sci,eccetto ovviamente quelli di legno del 1923 che si attaccavano con lo spago). Il personale é disponibile come sempre e si prodiga a far provare il maggior numero di scarponi possibili immaginabili e anche nei giorni successivi ci sono sempre per qualsiasi problema o necessità.
Abbiamo portato l'attrezzatura al deposito dell'albergo e siamo andati a zonzo a Canazei, tristemente sotto la pioggia. Passeggiata per negozi e poi, immancabilmente, sosta al supermercato di turno per comprare troiai per la merenda post-sciata (cioccolata, tortillas gusto paprika, ginger e acqua).

Le cene all'Aida erano squisite come sempre, anche se mi sono sembrate  meno ricercate del solito, chissà, forse perché ci siamo stati in una settimana soggetta ad offerta speciale. Ogni sera si può scegliere fra 4 primi, 3 secondi e 3-4-5 dessert. Io ho preso un bel piatto di pasta con panna e funghi, tagliere si speck e strudel di mele, tanto per ribadire che le vacanze erano finalmente cominciate!
Dopo cena sfortunatamente i datati del gruppo si sono ampiamente avvalsi della connessione wi-fi dell'albergo, il che per me é una bestemmia: le serate in settimana bianca sono come il pomeriggio del giorno di Natale, fatto di giochi di società e chiacchiere, banditi pc e tablet.

mercoledì 1 gennaio 2014

giorno 3567

Lo scorso anno, più o meno in questo periodo, correvo come una trottola dal lavoro a due ambulatori in cui ero in prova, alla ricerca di un secondo lavoro.
Oggi, ad un anno di distanza mi trovo in uno di quei due ambulatori, un ospedale veterinario, a dire la verità.
Avere raggiunto una maggior indipendenza economica é stata una bella conquista, così come il coraggio di passare qui le notti e legiornate da sola, affrontare le situazioni difficili e venirne fuori, in un modo o nell'altro.
Sono felice anche perché qui ho avuto la possibilità di fare ciò in cui mi sono specializzata durante la tesi.
Accanto a tante conquiste però c'è la mia grandissima stanchezza di questo periodo natalizio. Per le persone normali questo é un periodo di riposo, in cui stare assieme alla famiglia e agli affetti, per me invece é il periodo in cui ci si fa il culo: é un 24 ore, ci vuole qualcuno che mandi avanti la baracca anche la notte di Natale, le domeniche, il Capodanno eccetera eccetera.
A questo punto, passati in Natale e l'ultimo dell'anno, la mia forza comincia a vacillare, sento il peso di queste 60 ore di lavoro alla settimana, senza riposo, e non é sano che il lavoro diventi la totalità della mia vita, lasciandomi senza voglia di fare, senza più pazienza di sopportare proprietari maleducati ed ignoranti che pretendono di insegnarmi quello che loro non hanno studiato in 5 anni di università, proprietari egocentrici convinti che il telefono dell'ospedale sia il telefono amico, proprietari che hanno ignorato la malattia del proprio animale finché non era troppo tardi accusandomi poi di non aver fatto abbastanza.

Ho deciso che mi regalerò un paio di stivali di gomma seri. In fondo gli stivali la Redoute sono stati usati molto, sia in città nei giorni di pioggia, sia nelle passeggiate al mare, sia a spasso con i cani. I miei tacco 11 da neve sono ancora perfetti nonostante li abbia usati moltissimo, stessa cosa per gli stivali di pelle Zign, che in inverno uso praticamente tutti i giorni. A volte spendere un po' di più ripaga (e anche la pelle di animalista, fidatevi), basta che sia una scelta oculata.


lunedì 23 dicembre 2013

giorno 3558

Sono stata a passeggio al mare con il biotecnologo e i cani, come di consueto con ai piedi i miei wellies, regalati circa un anno fa, per Natale.
Andare al mare con gli stivali di gomma é una figata, cioé, Kate Middleton ha capito tutto! La sabbia di Vada poi é proverbiale come la sabbia del Sahara, non te la levi più dalle tasche degli zaini .
Siamo arrivati alla foce del Fine e mi sono messa a zompettare come una cretina nell'acqua, quando ho sentito il pestino sinistro bagnato, orridamente bagnato. Ora immaginate il terrore nei miei occhi nello scoprire che uno stivale mi si é rotto a livello di una caviglia. BUUUUUUUUUUUUUU!
Un minuto di silenzio per i miei stivali da pioggia...

Quest'anno il Natale mi mette ansia.
Ansia perché non ho ancora fatto l'albero (sì, é il 23 dicembre, lo so). E poi c'è un clima triste, pochi addobbi carini, poco spirito natalizio, solo sentore di consumismo dissennato.
Non so nemmeno se durante la settimana bianca a gennaio potrò fare il pieno di spirito natalizio, temo che di neve ne troveremo poca.
Sob! sob! sob!

lunedì 16 dicembre 2013

giorno 3551

Siamo a metà dicembre e mi sono procurata un'agendina per il 2014. Il biotecnologo faceva pressione perché non la prendessi perché tanto ormai nel nuovo millennio inoltrato gli impegni si annotano sull'agenda del cellulefono.
Gli ho fatto notare che l'ultima volta che ha detto qualcosa di simile il mio cellulefono é finito sul fondo della ciotola dell'acqua dei cani.
Ha ribattuto che la mia agenda del Samsung é sincronizzata con Google calendar, quindi anche in caso di disgrazia i miei impegni e turni al lavoro sono salvi.
No, ma mi serve un'agenda cartacea. Vuoi mettere il piacere di scrivere sulla carta? E ogni pagina é un giorno tutto da vivere o che é passato. E se ho bisogno di conoscere i miei impegni ma la batteria é scarica e non ho un computer a portata di mano?! E poi non so se voglio segnare sull'agenda del telefono e su google calendar quando ho il ciclo.
Comunque, dopo aver scartato tutte le agendine dell'ipercoop e dopo aver frugato tra quelle della libreria ne ho presa una Legami arancio.
Ero quasi quasi da Moleskine, ma mi disturba tantissimo il fatto che c'è pochissimo spazio per scrivere. Per me l'agenda ideale non é troppo grande perché ingombrante e nemmeno troppo piccola perché si girano male le pagine, é giornaliera, ha un calendario scrivibile all'inizio e una taschina per metterci i fogli vaganti. Già solo per alcuni di questi punti la Legami dovrebbe essere bocciata, ma ci si deve accontentare...

giovedì 12 dicembre 2013

giorno 3547

Una notte di sonno come si deve fa i miracoli.
Ieri mi sono svegliata ed ero tutta un'altra persona. Riposata, quasi serena se non fosse stato che dovevo arrivare fino a Pisa in macchina con i miei (ritardatari cronici, alla mia laurea sono arrivati a metà discussione) e che da una settimana almeno facevo gli incubi in cui arrivavo tardi alla laurea del biotecnologo. Incredibilmente invece sono stati puntuali, e per la strada ci siamo addirittura ritrovati dietro alla macchina del biotecnologo. Che figata! Ci siamo scambiati sms ringraziando la 3 che ce ne da 100 alla settimana. Grazie 3!
Il biotecnologo era bellissimo con la cravatta. Diciamo ulteriormente degno di fuga selvaggia nel bagno più vicino.
La sua strategia di esposizione della tesi é stata stordire i membri della commissione. Dopo la slide conclusioni in realtà non si conclude un cazzo e si riparte da materiali e metodi. C'è da dire che la strategia ha funzionato alla perfezione e il biotecnologo ne é uscito con un bellissimo voto!
Sono davvero felice. Felice per il bel voto, felice perché ce l'ha fatta, felice perché é riuscito a laurearsi a dicembre anche se non ci  sperava quasi più. Ma soprattutto sono felice perché lui é felice!

Io ero più figa ieri che alla mia laurea. Le fregature della vita. A 25 anni pensi che ormai la tua vita sia finita, invece ti crescono sempre più capelli e il culo ti sale sempre più su ogni mese e ti si sviluppano i muscoli pettorali sotto alle tette, così sembrano più alte e più corpose. Chi l'avrebbe mai detto?!
Un po' é che sono diventata una fighetta pianificatrice. Mi sono rifatta i boccoli con il ferro e stavolta é stata tutta un'altra cosa rispetto alla mia laurea, quando avevo quei due peli rosci tutti effetto crespo (dannata pioggia pisana!) con quelle cacatine di accenno di boccoli sulle punte. No no, stavolta mi sono procurata un heat protector che dà anche un po'di tenuta e che promette miracoli contro l'umidità dell'aria.
La pianificazione paga.

martedì 10 dicembre 2013

giorno 3545

Questo giorno verrà ricordato nella storia come il giorno prima della laurea del biotecnologo.
Come sempre (100%, sebbene n=1)quando lui si laurea io sono uno zombie.
Zombie modello 46 ore di lavoro negli ultimi 5 giorni. Zombie modello crisi di pianto. O tipo vorrei collegare il citofono del pronto soccorso alla presa di corrente così non viene nessuno.
Mi spaventa questa mia stanchezza. E' una stanchezza quasi da depressione, quando non ti alzeresti nemmeno dal letto, zero voglia di fare niente, solo stare acciambellata sotto le coperte a piangere.
Il pensiero di dovermi alzare all'alba anche domani, vestirmi e salire su 11 cm di tacco mi uccide. Ma no, non è normale che sia così.

A pensarci bene il 2013 non è stato chissà che grandioso anno: settimana bianca, lavoro, lavoro, lavoro, lavoro, 7 giorni di ferie in Sardegna con la pioggia e il tempo meh, lavoro, lavoro, lavoro, fine 2013.
Alla faccia dei buoni propositi di prendere più tempo per me e per i miei affetti.

Che amarezza.

lunedì 2 dicembre 2013

giorno 3537

Nel week end Claudia é stata a Pisa, così sabato sera io ed il biotecnologo abbiamo cenato assieme a lei e ai suoi amici all'Orzo Bruno.
Prima di lasciare il locale sono andata in bagno a fare pipì. Ne sono tornata con un sorriso a 98denti e con un palloncino a forma di pene lunghezza approssimativa 40cm commentando "ero in bagno e due ragazzi me l'hanno messo in mano!".
Voto 10 per la fantasia e l'originalità di questa campagna di sensibilizzazione contro l'AIDS.

Credo di essere prossima all'O-day, aka Ovulation-day. Sono perennemente arrapata e potrei pure stilare una lista di almeno  8 buore ragioni per cui adoro James Deen
1)è un pornoattore
2)è l'unico pornoattore che indossa un qualsiasi capo di biancheria intima sotto ai pantaloni
3)é un pornoattore che sta con una che ha le tette piccole, fighissima ma con le tette piccole.
4)é un figo
5)é un figo che piace quando hai gli estrogeni a mille
6)é un figo tipo figo della porta accanto, quindi piace anche quando hai il progesterone a mille (tutti campioni con gli estrogeni, ma grazie...), vabbé, pure lui vince facile perché mi ricorda un po' il biotecnologo
7)ha 4 gatti
8)non se la tira come Rocco Siffredi

e sì, inizia a mancarmi quando mi drogavo di pillola anticoncezionale, ma se ripenso alla mia libido che era morta...

giovedì 21 novembre 2013

giorno 3526

Finalmente é arrivato il freddo.
Non che lo rimpiangessi particolarmente, ma inizio ad essere disturbata dalle cose che non vanno come dovrebbero andare, tipo girare in maglietta a maniche corte a Novembre e non avere il ciclo da qualcosa come 39 giorni.
Questo clima invernale mi ha messa finalmente in modalità settimana bianca. No, del Natale di per sé non ne ho una grandiosa voglia, sono già rimasta nauseata dai pandori alla coop mentre ero accaldata in mezze maniche, come già puntualizzato.
Quest'anno sono già carica. Voglio arrivare sulle piste superfiga, superallenata e supersmart.
Per il primo punto ci pensa già il workout alla Morphé, che mi rende più tonica e soda. Il mio culo é di marmo. E poi ci sono i pantaloni da sci alpino presi lo scorso anno che non fanno effetto omino micheline tipo pantaloni decathlon straimbottiti da manco 40 euro che ci sudo come una cignala. E poi sto per comprare una giacca bellissima bella sciancrata e stretta sui fianchi, della mia taglia (ho smesso di soravvalutare le dimensioni del mio corpo) e anche abbastanza pro. Pro per quanto possa essere una giacca AST. Pro nel senso hop-hop-gadget-pannetto-pulisci-mascherina. Il colore non mi entusiasma, é blu con insertini neri. Ma se Kate Middleton può vestirsi di nero e blu posso farlo anche io. Eccome se posso. Preferivoperò  il rosso perchè in caso di valanga magari mi trovano meglio.
Per il punto due, ripeto, c'è il workout della Morphé. Soprattutto con il corso GAG con il nazi che conta fino a 8 nel tempo in cui io leverei le palle ad un gatto e le fionderei nella pattumiera. Forse è la volta buona che non arrivo a fine pista rantolando di acido lattico.
Per il terzo ed ultimo punto ho superato la fase in cui controllavo 3 volte al giorno la situazione neve al suolo dalle webcam della piazza di Canazei. No no no. Adesso c'è twitter, e su twitter c'è un casino di gente che twitta se nevica, se piove, se fa caldo, se fa freddo, se la neve nevica. E poi adesso ho anche la connessione sul cellulefono. che meh, scommetto non andrà un cazzo in montagna!!!
Nel frattempo ci torturiamo con il dissidio lacerante: meglio prenotare la camera standard o la camera deluxe che si contraddistingue per il quadro della poiana delle alpi sopra al letto e un ciocco di abete al posto del comodino?!

lunedì 4 novembre 2013

giorno 3509

Again, sono stata dai miei lo scorso fine settimana. BUT ho visto veramente quasi nessuno, giusto la Fibi, Marina e Claudia, ma a targhe alterne. Mi sono arresa. Mi sono arresa all'evidenza che tanto se organizzo una cena per rivedere persone che non vedo dall'esame di maturità bidoneranno senza ritegno e con le più disparate scuse. Devo assolutamente restare a casa a pettinare il gatto che non ho. Poi non lamentatevi che viviamo in un mondo dimmerda relazioniumane zero. E se sgamo qualcuno al mio funerale sono cazzi e vi perseguito dall'oltretomba.
Brutta situazione essere preoccupati per qualcuno ma non venir cagati da suddetto individuo. Già provato con mio fratello, risolto con: ho smesso di cagarlo finché non ritroverà il suo cervello, le sue palle e la sua dignità. Tant'é che non ho visto nemmeno lui.
E così sono tornata alla mia vita normale, bucolicamente raccogliendo le olive in camicia di flanella con un border collie che mi corre attorno. E' evidente che sto bene così e che oltre il terzo giorno a casa dei miei é noia e scazzo e depressione. Odio la vita di città. E non voglio davvero diventare come mio fratello e simili che se ne stanno all'ultimo piano in condominio e si sentono tanto gente di mondo se vanno a comprare i pomodori al gruppo di acquisto solidale.

Sono tornata con un picco epico di prolattina. Ho una voglia immensa di una casa tutta mia e della dolce metà, voglia di nido, di tappeti, di calore, di sentire qualcosa di nostro, di sentirci una famiglia. Son due giorni che non mi stacco dai siti di Zara Home e Maisons di monde... Potrei quasi quasi farmi un ditalino sfogliando Domus o pensando ad un pavimento in laminato. E se l'IKEA avesse già aperto a Pisa sarebbe il delirio.

L'operazione #fighedomani è un po' in stallo. Ho avuto una settimana super sporty trasudante di endorfine che si é conclusa con una bella seduta di running e quella che sembra una stradannata sindrome della bandelletta ileotibiale.Ho fatto una settimana di riposo quasi assoluto, cremina all'arnica a go-go, giovedì sono tornata in palestra, ho fatto un'ora di GAG, poi sono salita saul tapis roulant e dopo 3 mnuti ha ricominciato a far male! E' frustrante voler correre ma non riuscirci!
Ok, forse ho un rapporto malato con lo sport. -.-'
Ok, ho un rapporto malato con tutto.
che palle.

mercoledì 25 settembre 2013

giorno 3469

Ho passato una domenica di relax produttivo. Ho portato Hippy a Casciana Terme ad uno stage di sheepdog.
Per Hippy era il primo incontro "ravvicinato" con le pecore, che finora aveva visto solo al di là di recinzioni...o in fotografia! A casa prova a lavorare le caprette tibetane, ma quelle sono altre bestiacce, luride stronze che tirano cornate a destra e a manca. Anche per me era il primo approccio allo sheepdog. Nel senso, la mia esperienza finora si limitava agli sheepdoggari super fAIghi che se ne stanno in cima alla collina verdeggiante fischiettando i comandi ad un cane telecomandato. Non so voi, ma sarà che io non ho mai imparato a giocare a briscola e sono fermamente convinta che se ci provassi io non ricorderei nemmeno com'era il fischio per il "Lie Down" e quello per il "Walk on". Vi rivelo un segreto. Gli sheepdoggari, prima di divertare quelli faighi che stanno in cima alla collina, se ne stanno vicini vicini alle pecore, e camminano pure, indicando al cane come muoversi.
Hippy, appena sguinzagliata nel campo delle pecore, ha preso in bocca un legnetto di quercia e me l'ha messo ripetutamente davanti ai piedi come per dire "tiramelo!tiramelo!tiramelo!". Gli spettatori ridevano come matti. Ma guarda un po' se dobbiamo venire fino a Casciana Terme a fare figure dimmerda.
"Hippy, sheeps!", guarda, ci sono le pecore.
Hippy alza la testa, si volta in direzione delle pecore, mi guarda "cazzo, bella storia! ci sono davvero le pecore! andiamo!". Riprende il legnetto in bocca (non si sa mai che possa servire), fa due giri attorno alle pecore, sempre col legnetto in bocca, e me le raduna.
L'istruttore mi dice che a questo punto le insegneremo a mettersi a terra.
"il Lie down lo sa già fare"
"sì, ma tanto quando ci sono le pecore non lo fanno mai. Prova, comunque...".
"Hippy, Lie down!".
E Hippy, senza perdere d'occhio le pecore, si mette immediatamente giù.
Incredulità generale. Delirio di onnipotenza mio.
"Hippy, walk on! ...Lie down!...Walk on!".
Certo non è che ora si fa la prova di lavoro e la passa così per grazia divina, ci sono tantissime cose da imparare, però vederla lavorare così, come se per lei fosse la cosa più naturale e ovvia del mondo, come se l'avesse sempre fatto, con brivido e concentrazione, mi ha fatto venire la pelle d'oca e i lucciconi agli occhi...

Le macchine hanno un loro scopo, fanno quello che devono fare. Per questo quando vedo un meccanismo rotto sono triste, non può fare più quello che deve. Forse vale anche per le persone, se perdi il tuo scopo è come se fossi rotto…. (Hugo Cabret)

Io ho colto l'occasione bucolica per mettermi quantomeno la camicia di flanella tartan di Ol Feder (Taglio Avion). Figata calda caldissima.
Sarei stata più comoda con il gilet verde oliva che ha tutte quelle tasche, ma mi pareva esagerato a fine settembre a questa latitudine...


martedì 10 settembre 2013

giorno 3454

Quest'anno i miei buoni propositi post-vacanza e quelli di settembre sono coincisi, essendo tornata giusto ai primi di settembre. Sono stata dallo zione, ho rivisto la sua meravigliosa moglie e il piccolo teppista mio cugino. Sul fronte bambini quindi sono satura fino al 2014.
Il mare non è stato assolutamente paragonabile a quello dello scorso anno, complice il tempo che non è stato dei migliori: vento, nuvole e talvolta anche pioggia. Non siamo andati all'Asinara come pianificato (non potevamo rischiare di ritrovarci su un'isola disabitata dove non c'è assolutamente N U L L A in un giorno di pioggia aspettando l'unico traghetto giornaliero di ritorno). Le foto subacquee fatte poi sono state una vera delusione...


Però volete mettere andare a cena al ristorante arabo?! Figata pazzesca! Non ci sono foto perché di fronte a cose tanto gnammi non resto come una cretina a fare fotoclick con il cellulefono bensì mi ci getto come una scrofa in lattazione. Il Kebab vabbé, non c'era bisogno di andare a Sassari per mangiarlo, ce l'abbiamo anche a Pisa in abbondanza. Ma il piatto di Tajine con prugne e mandorle....esperienza mistica! Ho mangiato una quantità vergognosa di cous cous, come se non ci fosse stato un domani, mentre tutti gli altri mi intimavano di smettere. E posso raccontarlo!
Ho anche ricominciato a leggere libri in quantità quasi decente, specie dopo l'illuminante scoperta di google books su cellulare. E così nel giro di un mese "Canale Mussolini", "Acciaio" e "Fuga dalla libertà". "Avere o Essere" l'ho proprio comprato. Avevo voglia di rileggerlo, ho amato quel libro, e mi sono posta ormai da anni la regola di comprare solo i libri che mi piacciono e che meritano 5 stelle piene su Anobii. Fromm mi fa sempre riflettere sul mondo, sulla società in cui viviamo e sul modo in cui vivo.
Probabilmente i miei buoni propositi settembrini-postvacanza sono molto influenzati dalle ultime letture e dallo zione:
1) Essere un po' più catanese e un po' meno bresciana. Quindi d'ora in poi sveglia alle 9 del mattino a friggere arancini e cannoli. Ma anche no. Il mio é un inno allo sciallamento. Nuovo motto: "Il santo è di marmo e non suda"
2) sulla scia del punto numero 1: andare a trovare la nonnina (e Barbaruzza, che in quanto mio alter-ego mi manca un po'), che quest'anno non sono riuscita a beccarla a giro per l'Italia. Ho visto i voli e sembrerebbe fattibile.
3) Innalzare le mie laudi al menefreghismo.
Le persone, soprattutto i clienti, parlano solo perchè hanno le corde vocali, senza sapere e senza ragionare. Quindi perchè crucciarsi per le loro stronzate? Perché incazzarsi? Sorrido, me ne fotto e riempio il bestiario veterinario! (nuovo mood)
4)Terapizzare la mia personalità masochista.
Tra i miei precedenti buoni propositi c'era "prendere più tempo per me" e "prendere più tempo da trascorrere con il biotecnologo" ma mi sono resa conto che questa è solo la punta dell'iceberg. Il problema di fondo è che la personalità masochista si sminuisce, si sente inadeguata, si riempie di sensi di colpa e per questi motivi non sa dire di no agli altri. Riconoscere il problema, convincersi di volerlo cambiare, trovare un modo per cambiare.
Intanto per dare sfogo al mio essere una persona sostanzialment repressa mi sono iscritta in palesta. Esultino i miei fans. La scelta strategica é caduta su una palestra a...hum....20 m dall'ambulatorio che ha anche un'altra sede vicina a casa. Ho fiutato l'autunno, ho capito che la stagione delle pause pranzo al mare era finita e ieri ho fatto il primo allenamento.
Il personal trainer é rimasto un po' turbato quando mi ha fatto la scheda e mi ha fatta salire sul diabolico marchingegno che misura la composizione corporea:
"wow... hai tantissima massa magra!"
[ora capisci perchè all'università mi chiamavano Yuri Chechi aka La Taura aka FreeMartin?!]
"hai l'1% di grasso viscerale!"
[sì, se guardi con attenzione per decreto della genetica nutro solo gli adipociti delle chiappe e delle cosce]
"secondo l'analizzatore tu hai 12 anni"
[anche secondo alcune marche di vestiti]
"partirai da un livello di allenamento di 8"
...fatto sta che la scheda che mi hanno fatto prevede 10 min di corsa (meh...manco mia nonna), 3 serie di addominali, 3 serie di esercizi alle macchine per spalle, braccia e dorsali. zero esercizi per glutei, cosce e schiena. Me perplessa. Alla fine di tutto ciò ero stanca come dopo essermi data lo smaltino sulle unghie di alluce, illice, trillice, pondolo e minolo e mi sono gettata nel primo corso di circuito cardio spinning-tappeto-vogatore. Ahhhhh....dopo però sono stata tutta un'endorfina felice!

mercoledì 24 luglio 2013

giorno 3404

Sono appena tornata a casa. Sono stata qualche giorno a casa dei miei. Mi sono presa qualche giorno di pausa (non avevo turni al lavoro) per staccare la spina, rivedere vecchi luoghi e vecchie amicizie, tornare più carica di prima.
Ogni tanto un brainstorming ci vuole.
Sono (quasi) riuscita ad organizzare una serata al femminile con Serena, Marina e Sara, come ai tempi del liceo. E in effetti era dal dicembre del nostro primo anno di università che non ci ritrovavamo tutte assieme. Peccato solo che io avevo programmato anche di cenare assieme, ma Serena ha cenato a casa, Sara ha preferito raggiungerci con calma e così la cena era solo tra me e Marina! E'stata comunque una bella serata. Ho saputo che anche Marina si sposa, sebbene non a breve.
E poi ho rivisto per ben due sere Alessandra, ben felice che stia realizzando il suo sogno, e Claudia, che finalmente ha trovato un po' di serenità.
Silvia l'ho vista soltanto una sera (ubriaca lei e io per la strada) e per un pomeriggio, non ha parlato molto, mi è parsa distante. Mio fratello lasciamo perdere...E' caduto dal pero "ma davvero? c'è mia sorella a casa?non lo sapevo, non me l'avevate detto!". Se mi rispondessi quando ti telefono forse l'avresti saputo. E a tal proposito: "ma ce l'hai con me? non mi chiami più...". Certo, non ti telefono più perchè non ci vuole un premio Nobel per la pricologia e la comunicazione per capire che se non rispondi e non provi a richiamarmi MAI evidentemente è perchè non mi vuoi parlare e di cosenguenza è inutile richiamarti.
Tirando le somme sono tornata rinvigorita e con qualche buon proposito, che in realtà sono i soliti famigerati buoni propositi che mi pongo:
1) trascorrere più tempo con il biotecnologo. Non viviamo ancora assieme, e appunto per questo dovremmo cogliere ogni occasione per stare assieme, mangiare assieme, dormire assieme. Mi è mancato davvero molto. Ho anche ripensato ai primi tempi in cui stavamo assieme, a quando uno dei due andava da qualche parte e portava sempre qualcosa, anche solo un piccolo pensierino. Infatti gli ho comprato qualcosa. Non a caso sono la sua shopping assistant. Prego solo che la taglia gli vada bene.
2) Trascorrere più tempo con gli amici. Stare assieme, ascoltare, voler bene.
3) Capire chi merita il mio tempo e le mie energie (riguarda in parte anche il punto 2). Su questo ho riflettuto vedendo il comportamento di Silvia e di mio fratello. Non importa. Non meritano. Passiamo oltre.E' bello donarsi, ma solo quando chi ti sta di fronte è disposto a ricevere.
4) Trascorrere più tempo per me. Volermi bene, curarmi. Che un po' rifinisce nel punto 5:
5) Tornare a fare più attività fisica. Tornato il grande caldo non sono più andata a correre: la sera lavoro e la mattina non riesco ad alzarmi quando l'aria è abbastanza fresca. Ma posso ripiegare sulla MTB!
6) Ragionare di più sulle cose e sui vestiti. Mi hanno portata da Taglio Avion, come mi ero ripromessa. Non avevano gilet da donna, e mi andava bene solo uno da bambino di 12 anni. Mi hanno fatto scegliere i tessuti che volevo, e la sarta ha anche preso le misure per stringermelo un po' al torace. Sono i vestiti che devono essere fatti per noi, non viceversa. E se uno non sta bene, o ha qualcosa che non piace merita solo di rimanere sullo scaffale del negozio. Oltre al fatto che è meglio spendere qualcosa di più per capi di qualità piuttosto che prendere un gran numero di vestiti che dopo poco si scuciono e si smontano.

venerdì 12 luglio 2013

giorno 3392

Dopo molti mesi ho ripreso a leggere un libro ("di lettura", perchè altri come il Five Minutes, Diagnostica di laboratorio e prontuari vari li ho sempre tra le mani): Avere o Essere, di Erich Fromm.
Questo l'ho proprio comprato, perchè sono della filosofia di comprare solo libri che piacciono. E' secondo me inutile comprare un libro mai letto, leggerlo, e tenersi 'sto schifo nella libreria. A maggior ragione adesso, che vivo in questa mini-abitazione con due cani e un gatto, e ho una camera da letto grande quanto una gabbia di coniglio.
"Avere o Essere" l'ho letto la prima volta quando ero giovane e liceale. Vivevo in un'afosa cittadina nel bresciano, prendevo sempre libri in prestito in biblioteca, provavo un piacere infinito a vedermeli sul comodino accanto al letto, a vedere sempre più riempita la mia tesserina dei prestiti, a passeggiare fino alla biblioteca, che allora si trovava in una vecchia villa che ancora conservava le carte da parati e le librerie in vecchio legno scuro. La Bellezza era nell'aria.
Questo libro mi era piaciuto, per la precisione è uno dei miei libri preferiti. Mi piace Fromm, infatti ho letto anche altri suoi libri. Mi piace la fuga dal consumismo dissennato, la ricerca di una spiritualità superiore e laica, svincolata da qualsiasi religione che, inevitabilmente, corrompe. E in questo periodo avevo proprio bisogno di spiritualità, di ritrovare la giusta dimensione delle cose. Da quando ho un lavoro e uno "stipendio" che mi permette anche di mettere da parte qualche soldo ho iniziato a togliermi degli sfizi. Prima ero una studentessa squattrinata e non mi permettevo di certo di comprare un paio di decolleté da 90 euro, non a caso le scarpe con cui mi sono laureata erano a dir poco di cartone, pagate 20 euro o giù di lì. Adesso certe cose me le posso permettere serenamente, va benissimo spendere un po' di può per avere degli oggetti di migliore qualità e presumibilmente più duraturi, però realizzo che la situazione mi sta sfuggendo di mano.
E' insano vederli come premio per aver lavorato tanto, tanto più che svolgo il lavoro che desideravo fare fin da quando ero una bambina dell'asilo. Ok, a volte è pesante sopportare certi proprietari e ingoiare tanti rospi, però degli oggetti non possono essere un surrogato del tempo che vorrei avere per me, da passare a casa, accanto alle persone e agli animali che amo.
E' insano sentirsi frustrati non trovando l'oggetto che desidero (sebbene voi che producete abiti dovreste sapere che avete rotto il cazzo con questi modelli a sacco o svasati a vita alta che paio al terzo mese di pregnancy... ma fate qualcosa di carino!).
Vorrei tornare a vivere nella modalità dell'Essere, dove tutto ha un senso e tutto ha l'importanza che merita.

martedì 4 giugno 2013

giorno 3354

La noia è proprio una brutta bestia.
Ieri sera avevo finito di leggere tutti gli elementi dell'OldReader, l'aggregatore rss che uso da quando Google Reader sta per essere messo in pensione. Anyway mi son ritrovata a chiedermi: che faccio adesso? Poi mi sono ricordata che non leggevo da un po' D repubblica, così sono andata a curiosare sul sito. Mi sono imbattuta in un articolo che parlava di un sito d'incontri dell'Era Noemi Letizia 2.0, ovvero giovani donne ambiziose che cercano facoltosi vecchi bavosi da cui farsi mantenere(ovviamente la descrizione sul sito è più infiocchettata).
L'ho detto subito al biotecnologo, che: "si ma dai sarà una trollata non posso credere che sia una cosa seria".
L'unico modo per scoprirlo era: registrarsi!
E così sono diventata in men che non si dica in un'avvenente studentessa 25enne romana amante del sesso a 2 o anche più persone. Il biotecnologo voleva iscriversi come Paperon De Paperoni ma poi ha realizzato che era forse troppo sgamoso.
Ora veniamo alle grandissime delusioni di questo sito d'incontri per giovani donne arrampicatrici sociali e vecchi facoltosi bavosi e viscidi: non ci sono né le giovani donne (età media 45 anni, nessuna sorride per non mostrare le rughe o forse perchè il botox glielo impedisce) né i vecchi facoltosi. I bavosi e viscidi invece sì, eccome se ci sono.
Essendo l'unica 25enne ovviamente sono stata assalita dai piranha della chat.
Attimi di panico, sono passati anni ormai da quando, due blog fa, gestivo un'attività di dileggio di porci-con-la-webcam parallela a quella di cambiapusher su giovani.it. Ero giovane, per l'appunto.
Comunque mi ritrovo 'sto tizio in webcam.
Io mi rifiuto di avere la webcam, mi ritrovo sola in casa con i bigodini in testa, la maschera verde in faccia e le due fette di cetriolo sugli occhi e in quel momento arriva la videochiamata su Skype?! MA ANCHE NO! Comunque... questo tizio, che si inquadra la felpa della tuta e non la faccia, si è già capito dove vuole andare a parare. Inizia a massaggiarsi il pacco, si toglie la felpa e mette il lardello di sugna all'aere e via anche le mutande. L'antisesso fatto persona, ça va sans dire.
"OK CONDUCI TU IL GIOCO FACCIO CIO CHE VUOI".
Mai dire una cosa del genere ad una veterinaria sottopagata e frustrata dai rapporti umani e talvolta a rischio Raptus-di-Cogne. Mai. Mai. Mai.
Fatto sta che questo cretino si è ritrovato a spremersi mezzo limone sul pisello, giulivo e felice di fare una cosa così eccitante (?!). Io speravo bruciasse da morire invece sono rimasta molto molto molto delusa... vorrà dire che la prossima volta proverò l'acido muriatico.

lunedì 3 giugno 2013

giorno 3353

Sabato notte al lavoro. Ore 3.
Rumori fuori dalla porta. Dormiveglia. Qualcuno parla al telefono a voce alta proprio davanti alla parete a vetri della stanza in cui dormo.
"Cosa dovrei fare? venire a vivere a Ivrea con te? Di cosa vivo? dei soldi che ho fatto a Ibiza? Quei soldi che mi bastano per andare avanti un mese...e poi? di cosa vivo? E allora? Lo so che sei stata con un altro. Vogliamo finirla qui? Vogliamo finirla così? Ci lasciamo?... ma io TI AMO! TI AMO!".
Suonano il citofono. Una, due volte, con insistenza. un'urgenza. Mi figuro il gatto investito e spiaccicato, il cane in fin di vita. Mi si stasano le coronarie, balzo in piedi, rispondo al citofono ma nessuno mi risponde. Allora corro alla porta, apro, chiedo che è successo.
Al cancello c'è l'australopiteco scoppiato con il cellulare in mano: "hemmmm...scusami...non mi ero accorto di essermi appoggiato al citofono".
"TESTA DI CAZZO, SEI PROPRIO UNA TESTA DI CAZZO!".
E se potessi stilare una lista delle persone da escludere dalla riproduzione e da sottoporre a castrazione tu saresti in cima alla lista.
Tornata a dormire però mi sono messa a ridere da sola ripensando a quella barzelletta in cui un ragazzo e una ragazza escono a cena e poi davanti alla porta della casa di lei c'è un po' di tira e molla perchè lei gli vuole fare un pompino ma lui è un po' preoccupato che i genitori li possano scoprire. E propio allora il padre di lei risponde al citofono: "Maria, sali e faglielo questo pompino, che almeno la smette di stare appoggiato al citofono!".

Le scarpe figherrime ordinate su Zalando la scorsa settimana le ho fatte spedire a casa del biotecnologo, che giusto mezz'ora fa mi ha scritto si Skype che il pacco è giunto. Visto il precedente gli ho detto di aprire il pacco per controllare che avessero spedito le scarpe giuste e del numero giusto.
Ha aperto in direttissima:

Ho urlato. Ma non di piacere. No. Era più un misto disperazione-rabbia-frustrazione-raptusomicida-sconforto di vedere che il mondo è popolato di deficienti incompetenti incapaci di ficcare in una scatola una scarpa destra e una scarpa sinistra dello stesso numero per poi spedirle alla persona che le ha ordinate.
Sul serio. E' davvero così difficile? ma c'hanno i macachi al reparto spedizioni?
Sono basita.
Mai più Zalando.
Mai più.

lunedì 27 maggio 2013

giorno 3346

Sono latitante dal Giurassico a causa dei miei orari di lavoro sindacalmente inaccettabili ma resi legalizzati da una cosa chiamata "collaborazione con professionista con partita IVA".
Vorrei avere qualcosa di interessante ed extra-lavorativo da raccontare e invece, proprio perchè le mie giornate sono tutte lavoro e collasso a casa (quando mi va bene), non è che ci sia molto da scrivere. Potrei raccontare di venerdì, quando alle 19.15 è arrivato il cane con le budella di fuori e ci ho fatto le 22 in ambulatorio ma naaaaahhhh... troppo poco splatter! Degnissimo di nota è che quella sera il capo mi ha detto "sei stata brava". me ne sono tornata a casa stanca, ma sorridente e in pieno delirio di onnipotenza.
La cosa buona di questo lavorare night&day è che mi sto preparando alla prova costume mangiando come una sfondata. Stamattina sono salita sulla bilancia, che ha sentenziato 47,7 e poi ha fatto anche una standing ovation.

Oggi è lunedì. Lunedì per voi, domenica per me. Me ne sono andata in posta a ricaricare la postepay per comprare un paio di decolleté nere scamosciate tacco 11 veramente ispirevoli. Foterò al ricevimento del pacco. Continuo la pratica del rinforzo positivo consolidata dalla mia vita universitaria, proporzionando il premio a quanto mi sono fatta il culo.
Poi sono andata a Castiglioncello con India e Hippy. India ha fatto breccia nel cuore di un bimbetto tedesco biondino e timoroso dei cani. L'amore però non era molto corrisposto, visto che India mi si era appiccicata addosso e mi dava i colpetti di muso supplicandomi di riportarla a casa sulla sua poltrona. Hippy invece ha dato spettacolo salvando ripetutamente dei pezzi di legno dall'annegamento certo...

Le mie gonadotropine sono alla riscossa più che mai, vuoi per il fotoperiodo crescente che mi manda in calore come una gatta, vuoi perchè mi sto disintossicando dai progestinici (erano così buoni,però...e non ci si doveva fermare a metà per mettere l'impermeabile...però adesso ho imparato a fare certe opere di prestigio rendendo dilettevole l'indispensabile...).
Sono molto soddisfatta. Sto tenendo a bada i miei disturbi compulsivi ormai dall'8 aprile. E' passato tipo un mese e mezzo e vedo già la differenza. Tesoro, continua così che stai andando fortissimo!

giovedì 9 maggio 2013

giorno 3328

Settimane di lavoro intenso, ma anche di grandi soddisfazioni professionali. Sto lavorando 4-5 giorni la settimana al lavoro n° 1, e ci incastro anche i turni al lavoro n° 2. Nonostante io questa settimana sfiori le 80 ore di lavoro mi sento carichissima, professionalmente parlando. Mi sento sicura di me, padrona del destino, tutto sembra sotto controllo, tutto andrà secondo i miei desideri e ho fatto pace con le agocannule.
Sto andando alla grande anche con i miei disturbi compulsivi.
Un delirio di onnipotenza del genere non si vedeva da tempo. Forse dalla pista nera dell'ultima settimana bianca, con legamenti crociati anteriori ancora integri.
Dovrei ripetermi più spesso che sono brava. E dovrei anche ripetermi più spesso che esiste un mondo al di fuori dal lavoro.
Infatti al di fuori del lavoro sono uno straccio. Sistema binario. ON/OFF. Tipo cervello maschile.
Le energie finiscono anche con tutto il caffè al ginseng di questo mondo.

Due mesi fa ho smesso di farmi di progestinici. Non ovulavo da 5 anni, credo. Da quando ho smesso il mio organismo sembra tornato quasi normale. Il mio sangue ha smesso di coagulare. L'altro giorno un gatto mi ha graffiata e mi sono incicciata il polpastrello dell'indice con l'ago grigio. Ho rischiato la trasfusione. Comunque alla visita medica dell'AIB hanno detto che sto bene. Il medico strabico, decrepito e sull'orlo di un ictus, dopo aver esaminato la mia spirometria da cavallo bolso e l'elettrocardiogramma da furetto affetto da feocromocitoma e dopo aver auscultato i miei polmoni sibilanti e rantolanti in preda a broncocostrizione asmatica ha decretato che sono sana, abile ed arruolata.
Forse il rigor mortis è la loro unica discriminazione tra "sano e arruolabile" e "non arruolabile".